VIVERE INFORMATI

Cosa permette ad un essere umano di svegliarsi ogni mattina e affrontare una nuova giornata? Non voglio abbindolarvi con i il solito sproloquio che concerne il come raggiungere la felicità. Ho cercato di sintetizzare il mio pensiero con un’unica parola: conoscenza, o meglio amore per la conoscenza o fame di conoscenza.
Durante i primi anni di vita il bambino sente il bisogno di esplorare il mondo circostante perché possiede un’innata indole a voler conoscere e svolge questo compito mediante l’utilizzo dei cinque sensi (vista, udito, tatto, gusto e olfatto). Crescendo, poi, si dimentica di quanto sia importante progredire in tal senso e si immobilita nella sua zona di comfort. Oggi, questa tendenza a restare fermi, riguarda soprattutto i giovani. Non si ha più voglia di fare niente. D’altronde per loro il mondo è interamente racchiuso in uno smartphone, il quale permette di vivere una vita parallela a quella reale.

La conseguenza più disastrosa di tal vivere è il rifiuto netto di esplorare la novità e influenzare continuamente i propri simili, prendendo una presa di posizione che poi diventa il “pensiero di massa”. Il pregiudizio, ad esempio, molto spesso è dettato dal nulla. Un giovane dell’età contemporanea costruisce continuamente pensieri che non sono frutto di un suo ragionamento logico e di esperienze vissute, ma sono semplicemente prodotti copiati e incollati da altri. Questo processo di imitazione basato su false credenze sancisce il blocco del vero potenziale creativo della persona, ossia la capacità di discriminazione, la capacità critica, la volontà di porsi in una posizione sempre più aperta alle esperienze.

Facciamo un esempio pratico. Io sono un atleta e un istruttore dello sport più antico del mondo: le bocce. Molti di voi magari già stanno sorridendo. Le bocce sono una delle discipline più antiche praticate dall’uomo, tanto storica quanto amata da milioni di italiani.
Il primo pensiero quando si allude alle bocce è che esse si connotino più come una pratica per persone anziane. Il che può essere vero e opinabile. In realtà, la maggior parte di questi soggetti, i quali il più delle volte non hanno mai assistito alla pratica dal vivo del gioco delle bocce, esprimono un pensiero che non appartiene propriamente loro. Direi invece che queste abbiano nel tempo assunto un meccanismo di risposta automatico per “sentito dire”, ovvero hanno la forte credenza che le bocce siano uno sport per non-più-giovani perché altre persone hanno rivelato loro la stessa cosa.
Pensate a quale grave ripercussione ciò possa avere quando si tenta di promuovere la disciplina sportiva, qualunque essa sia.

La soluzione? Steve Jobs ha espressamente detto che occorre essere fortemente affamati di conoscenza per continuare ad essere follemente innamorati della vita. Occorre tornare a pensare, a ragionare, a dedurre, a stimolare attraverso i sensi e a dialogare in maniera costruttiva. La fame di conoscere può essere motivo di rinascita personale e abbattimento dei pregiudizi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: